A quanto pare Vittorio Messori si è macchiato del peccato di divinazione e se ne vanta pubblicamente. In una sua intervista al periodico Chi del 20 dicembre 2006 tra le altre cose si legge: << Purtroppo una buona parte di quello che oggi va sotto il termine di "astrologia" non è assolutamente da tenere in considerazione. Spesso gli oroscopi vengono eseguiti da persone impreparate. Parlo per esperienza personale. Da giovane ho lavorato al quotidiano "La Stampa" di Torino. Se l’astrologo ufficiale non mandava in tempo il suo elaborato, lo facevano noi in redazione, a turno, scrivendo cose ovvie. Ma esiste anche l’astrologia vera, una sapienza tramandata da millenni e che ha unificato popoli e culture. L’astrologia non è un fatto solo Occidentale, anzi. E’ nata in Oriente, era praticata in Mesopotamia, in Cina, in India. […] Mi è capitato di incontrare degli astrologi molto preparati. Da queste persone mi sono fatto fare l’oroscopo. […] >>. Tutto contento parla con sguardo sognante da baccalà della costellazione dei pesci, ignorando il suo peccato. Si legge nel Catechismo della Chiesa Cattolica di San Giovanni Paolo II: << Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che << svelino >> l’avvenire. La consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia, l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza. il ricorso ai medium manifestano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l’onore e il rispetto, congiunto al timore amante, che dobbiamo a Dio solo. >>.
© Gianpiero Asara Cottu























