Navigando su internet mi sono imbattuto in un blog di bioetica curato da una bioeticista, Chiara Lalli e da un appassionato di bioetica, Giuseppe Regalzi. In particolare Regalzi, nel blog bioetiche.blogspot.com scrive testualmente, in un post intitolato << Quello che Claudio Risè non ha capito >> (datato il 5 marzo 2007), le seguenti parole: << In effetti, quale che sia l’origine dell’orientamento omosessuale – genetica, ormonale, ambientale, familiare, e ogni possibile combinazione di queste – il giudizio morale dipenderà sempre solo da due fatti: che gli omosessuali liberamente non rinnegano la loro natura, e che non fanno male a nessuno >>. La frase mi ha colpito, perchè leggendo il Corriere della Sera del 24 ottobre 2007 mi sono imbattuto anche nelle dichiarazioni di Alessandra Kustermann, responsabile del centro Antiviolenze della clinica Mangiagalli di Milano. La ginecologa dichiara: << In undici anni, abbiamo trattato 104 casi di violenze sessuali ai danni di uomini, il 68 per cento dei quali maggiorenni >>. << Ma si sa >>, continua sempre la Kustermann, << l’uomo spesso ha grandi difficoltà a denunciare questo tipo di violenza >>. Ora, io non voglio fare nè bilanci nè dare conclusioni, nè parlare di pedofilia, nè di omosessualità biologica, nè fare equiparazioni. Volevo solo porre (perchè anche io, come Risè, appartengo alla categoria di quelli che non hanno capito) una domanda ironica a Regalzi: << Secondo lei, coloro che hanno abusato sessualmente degli uomini maggiorenni ricoverati nella clinica Mangiagalli, erano eterosessuali ? >>. Fonte: Corriere della Sera, 24/10/2007, Antonio Galli.

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