Sono andato a rileggere un vecchio numero del giornale Pepe, il terzo dell’anno quarto (mese settembre-ottobre 2006). La cara Giovanna Jacob scrive a proposito del male. L’articolo, buono nel complesso dal punto di vista della storia del pensiero umano, non lo è secondo il pensiero divino, almeno interamente. Veniamo ai punti da contestare. Premesso che secondo lo scrivente gli scritti filosofici "cattolici" di chi non ha raggiunto la santità servono solo a traviare i cardinali, dissento da alcune considerazioni, che cito testualmente con annesso relativo commento. Nel giornale si legge: « A livello teorico il male non produce piacere perché il piacere coincide con l’essere mentre il male è il non-essere ». Questa è una proposizione erronea, sia nella frase principale sia in quella causale. Riguardo alla prima: il male produce piacere, ed è questo il motivo per il quale la gente lo compie. Riguardo alla seconda: il male è essere, puro spirito. Negarlo consiste nell’incappare in un’eresia. « La Scrittura e la Tradizione della Chiesa vedono in questo essere un angelo caduto » si legge nel Catechismo della Chiesa Cattolica (nell’ottima seconda edizione della Libreria Editrice Vaticana, ristampata nel 2003). Altro che Compendio. E ancora: « Egli non è che una creatura, potente per il fatto di essere puro spirito, ma pur sempre una creatura ». Detto questo, possiamo proseguire nell’analisi dell’articolo. Un’altra frase colpisce. Scrive Jacob: « L’inferno è il luogo dove la distruzione dell’essere avviene eternamente ». Giustissimo. Semplicemente perfetto. Le facciamo i complimenti. Ma si è contraddetta! Prima si afferma che il male è non-essere, e poi che brucia come essere nell’inferno. Comunque la conclusione del discorso, alla fine, è esatta. Proseguiamo a leggere l’articolo. Jacob cita Lewis: « Così Lewis, immedesimandosi nel diavolo tentatore, ne svela i trucchi: "Quando il piacere presente arriva al peccato (che è la sola cosa che c’interessa) è già finito. Il piacere è appunto la parte del processo che ci dispiace e che escluderemmo, se lo potessimo senza perdere il peccato"». Questa è proprio un’imbecillità. E’ l’esatto contrario. Tutti noi rinunceremmo al peccato, se lo potessimo, senza perdere il godimento. Durante il peccato c’è il piacere, e piacere reiterato, per tutta la durata del peccato! Il pentimento arriva solo dopo, quando il godimento è scomparso e ci rendiamo conto bene dell’errore commesso, perché ormai la mente è libera dalla seduzione del piacere. Finiti gli errori, veniamo alle semplici imprecisioni. Sono due. Jacob cita Dante, a proposito de « il giusto amore delle cose ». Casomai è meglio dire « il giusto amore per le creature ». Infatti, l’amore per gli oggetti è una passione retriva e tipicamente idolatra. Evidentemente la frase è da intendere in senso lato e non, specifica poi la stessa Jacob (che ben lo sa), come idolatria. Infatti, qui si discetta di semplice imprecisione terminologica. Meglio parlare di « giusto godimento delle cose ». L’amore va dato solo a Dio e alle sue creature, mai agli oggetti. Veniamo alla seconda imprecisione. Scrive Jacob: « Non scandalizziamoci di noi stessi. Anche i santi cadono ». Corretto l’incoraggiamento, meglio evitare di alimentare (anche se non vi è l’intenzione) la leggenda metropolitana che si può essere santi anche commettendo qualche peccato. Quando anche i santi cadono, non lo sono più. Non sono più nessuno, finché ritornano a non cadere, nel loro stato stabile di grazia. O forse pensate che Enoch e Elia, entrambi assunti in Cielo prima della morte fossero santi ma avessero ancora i loro peccati? Mi rendo conto che tutte queste cose sono molto intricate ed è facilissimo sbagliare. Ecco perché preferisco fare lo scrittore satirico. Quanto a Lewis avrebbe fatto meglio a darsi all’ippica. Quanto a me, oltre a leggere i trattati psicologici di Antonio Iannaccone leggo i testi di Antonio Cornacchione. Lo cito (Antonio Iannaccone è il direttore di Pepe) perchè mi ha spedito una email dicendo che condivide il pensiero di Jacob. Buonanotte.
© Gianpiero Asara Cottu

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