Mi scrive Paolo a proposito della “cacciata” di Ratzinger all’inaugurazione dell’anno accademico della Università della Sapienza (chiamiamola così), postando il seguente commento:
< < UniRoma1 - La Sapienza, 15 gen 2008. Ha vinto la violenza. Paradossalmente a “La Sapienza” è di moda l’ignoranza. Come è possibile che 67 docenti su 4500 siano rappresentativi di una volontà maggioritaria. E tra essi c’è pure il presidente del CNR… (Oggi per fare ricerca devi avere il paraocchi ed essere inquadrato ideologicamente. Questo si desume dal comportamento del presidente CNR. Ecco perchè siamo così indietro nella ricerca scientifica!!). Ma in che mani siamo? Oh Italia… Italia… Ha fatto bene il papa a declinare l’invito. Poveretti… Che pena che fanno questi novelli inquisitori! Paolo >>.
Caro Paolo,
mi dispiace ma non sono assolutamente d’accordo con te. Trovo ingiusto prendersela con il CNR. Tu non fai nessun nome, ne faccio uno io: Carlo Bernardini. Un grande professore (tra i firmatari dell’appello contro il Papa). Una persona stimabile, sono sicuro che lui avesse tutti i titoli per essere investito della sua carica. Inoltre è di età avanzata, gli anziani sono sempre simpatici, quindi al massimo, più che il paraocchi dovrebbe mettersi il paradenti. Scherzi a parte, volevo anche difenderlo dalle notizie che ne dà il Foglio, Andrea Mercenaro riporta la notizia che, così come ha investito fisicamente la moglie di Giorgio Napolitano, così ha investito metaforicamente Ratzinger. Trovo eccessivo fare questi confronti, lui ha il diritto di esprimere liberamente la propria opinione, riportare fatti della vita privata che possono capitare a tutti mi sembra un pò scorretto. Se proprio proprio devo fare una critica nei suoi confronti non mi viene in mente niente, più che altro gli consiglierei di approfondire le applicazioni pratiche della fisica e dell’oscillazione dei corpi, degli urti e delle collisioni nello spazio. Non insinuerei nessun sospetto nei suoi confronti, ci mancherebbe. Volevo invece parlare di tutt’altro argomento, del primo ricercatore del CNR. Mario Tozzi (grande scienziato, probabilmente l’inventore dei famosi maritozzi). Non mi spiego come faccia un individuo che, stando all’articolo del Giornale citato sotto, si vanta pubblicamente di avere conoscenze nella camorra e incita ad atti dinamitardi, ad essere ancora al vertice del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e condurre trasmissioni televisive nel canale di una televisione di Stato (RaiTre). Oltretutto propugna la violazione dei diritti umani, quali la libertà religiosa e di culto. Ma stiamo scherzando? Potresti affermare che sono accuse gravi. Mi spiego meglio. Claudia Passa su Il Giornale del 22/9/2005 riporta alcune dichiarazioni del nostro conduttore: < < Il cardinale Camillo Ruini? «Il più pericoloso dei rifiuti tossici, da eliminare con qualsiasi mezzo» […] Il periodo storico più invidiabile? «La Spagna della guerra civile», perché «i bacarozzi neri (i sacerdoti) venivano inseguiti nelle Chiese e crocifissi sulle croci al posto di Gesù Cristo, cosa che aveva prodotto in Spagna un periodo di benessere sociale». Così parlò dai microfoni di Radio Radio il professor Mario Tozzi, geologo, primo ricercatore del Cnr, volto noto di Rai3 (sua la conduzione di Gaia il pianeta che vive) e di Rai International (per cui ha firmato circa 150 documentari). E da ieri l’anatema via etere è all’attenzione della Procura di Roma, sollecitata da un esposto inoltrato per direttissima dal generale dell’Esercito Antonino Torre che ha trascritto ciò che ricorda d’aver sentito. Teatro dell’«esibizione», la trasmissione mattutina Un giorno speciale, condotta da Francesco Vergovich e Bruno Ripepi, durante la quale il professor Tozzi diletta gli ascoltatori con le sue esternazioni. «Oggi parliamo di rifiuti tossici altamente nocivi da eliminare»: questo l’esordio nella puntata di ieri […] il ricercatore avrebbe dato un nome e un cognome al «più pericoloso dei rifiuti tossici»; ergo «il cardinale Camillo Ruini». L’interessato non nega d’aver pronunciato le frasi a dir poco irriverenti riportate fra virgolette nell’esposto finito a piazzale Clodio. […] «Il Tozzi - si legge - continuava con la frase: “…io conosco qualcuno della camorra che per 500 euro potrebbe far sparire il cardinale Ruini e anche il Tabernacolo”». […] «Durante il suo eloquio - scrive ancora il generale Torre - il Tozzi affermava che “…in Italia si continuano a costruire le Chiese, mentre bisognerebbe radere al suolo quelle esistenti con le ruspe o magari con la dinamite…”» […] L’alto ufficiale chiede ai magistrati capitolini di accertare se le esternazioni di Tozzi siano […] «una vera e propria minaccia - con il riferimento ai dichiarati collegamenti con la camorra e all’eventuale e auspicato impiego della dinamite per la distruzione delle Chiese […] ». >>. Cambiamo completamente discorso. Letterariamente parlando, stimo Tozzi, ha scritto “Le tre Croci”, uno dei capolavori narrativi del 900. Federigo Tozzi, naturalmente. L’altro no. Una curiosità. Il Bernardini è un ex senatore del PCI. Cosa c’è di male? Tempo fa circolava il televisione una trasmissione di Tozzi su Rai Tre, “Gaia - Il pianeta che ride”. Io l’avrei intitolata “Gaia - Il pianeta della camorra”. Mi viene da ridere, perchè la moglie di Napolitano si chiama Clio ed è stata investita da una macchina. Chissà che modello era. Forse una Panda CNR.
© Gianpiero Asara Cottu
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